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Episodio

Meno lavoro, più vita

Sei anni fa mi sono chiesto: Vale la pena lavorare tanto in nome della carriera e del guadagno?

In quel periodo sviluppavo software per un'azienda multinazionale. Quell'impiego era diventato il centro di gravità della mia vita: mi ero trasferito a Milano, frequentavo i miei colleghi dentro e fuori l'ufficio ed i miei interessi orbitavano attorno alla crescita professionale. Di conseguenza, avevo messo in standby i miei sogni e le mie passioni, e vissuto per anni lontano dai miei affetti.

Come molti giovani, ero spinto a credere che la realizzazione personale fosse una diretta conseguenza dell'affermarsi nel lavoro e che non ci fosse una via alternativa per conquistare una vita felice. É davvero così?

Per il lavoro condizioniamo le nostre scelte di vita sopportando quotidianamente stress e ritmi serrati. Siamo figli della cultura "il tempo è denaro", di una società che osanna chi lavora di più. Per questo fa scalpore l'impiegato di banca che rinuncia ad uno stipendio certo per vivere un'avventura da nomade.

Ci hanno raccontato che l'unico modo per avere successo è lavorare tanto e duramente ogni giorno, così spendiamo la nostra vita in nome di questa follia.

C'è una formula che non sempre è valida: più tempo investi, più risultati ottieni.
La realtà è che quando lavori troppo non peggiora solo la qualità del tuo lavoro, ma anche la qualità della tua vita.

Negli ultimi anni ho imparato che il vero successo è qualcosa che non può prescindere dal vivere in maniera equilibrata.

Quello a cui non credono (o non ti dicono) è che puoi lavorare meno lavorando con più dedizione e in maniera intelligente. Puoi essere produttivo pur ritagliandoti maggiore tempo libero per fare nuove esperienze, per coltivare i tuoi interessi e per conoscerti meglio.

A differenza di una macchina, l'uomo ha bisogno di rallentare i propri ritmi, di trovare il tempo per divertirsi, per sperimentare ed esplorare. Ad ogni impegno va sempre corrisposto un momento di piacere.

C'è un punto in cui il lavoro non è più lavoro, ma un freno alla vita. Quando toglie tempo e attenzione ai tuoi affetti e alla vita che vorresti vivere; quando sai il momento in cui inizia e non quello in cui finisce. Siamo schiavi del lavoro: dobbiamo adattarci di continuo alle sue leggi e competere ogni giorno per dimostrare di essere pronti e più capaci degli altri.

La tecnologia non ci ha permesso di avere più tempo libero, ma di pianificare capillarmente le nostre giornate, di essere sempre raggiungibili e di accelerare la produzione; l'istruzione ci ha resi più efficienti e capaci negli ambiti professionali, ma ci ha privato della capacità di comprendere del tutto la vita.

In questo risiede la nostra fragilità e il fallimento della società moderna.

Nonostante tutto, è nata tra i giovani una nuova consapevolezza:

  • Il lavoro è importante, ma non deve limitare la vita;
  • Se il tempo produce denaro, il denaro non compra il tempo perduto;
  • Il successo non si calcola sommando i titoli di studio ed gli avanzamenti di carriera.

Siamo essere umani, prima di tutto.
Lavoriamo per vivere e non dobbiamo vivere per lavorare.

Buona vita,
Firma Andrea Mangano
© Riproduzione riservata

Domande per riflettere:

Sto sacrificando il mio tempo libero per il lavoro?

Trascuro la mia salute fisica e mentale per raggiungere i miei obiettivi professionali?

Lavoro per troppe ore senza concedermi una pausa?

Tolgo del tempo ai miei affetti e alle mie passioni a causa degli impegni lavorativi?

Mi sento oppresso dal lavoro?

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