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Episodio

Vivere con equilibrio

Da giovane ero un cercatore di emozioni forti! Non perché ignorassi i rischi degli eccessi, bensì perché l'idea di un'esistenza fuori dagli schemi mi faceva sentire il protagonista di un film d'azione.

Desideravo scappare dalla noia, convinto che l'equilibrio fosse solo il sinonimo di una vita noiosamente grigia, priva di colpi di scena e piena di insoddisfazione. Cercavo di mescolare le carte della mia vita ogni giorno attraverso decisioni drastiche, relazioni tossiche e ambizioni fuori portata.

Nel perseguire la strada degli eccessi, mi rendevo conto di pensare e agire costantemente attraverso estremi: "o dentro o fuori", "o bene o male", "o amore o odio", "o successo o fallimento". Un gioco pericoloso che semplifica tutto, al punto da ignorare completamente la gamma di sfumature dell'esistenza; una condizione assai limitante, come percepire solo in bianco e nero in un mondo che è un tripudio di colori!

Nel tempo ho capito che il benessere non è il frutto degli eccessi, bensì dell'equilibrio. Nel vortice incessante della vita, l'esigenza di stabilità si presenta come un richiamo costante e profondo, talvolta un po' confuso ma sempre presente.

Tuttavia, scegliere l'eccesso o tuffarsi nel vuoto sembra talvolta la via più facile. Più la nostra vita è disordinata, più è forte la tentazione di arrendersi al caos. È come quell'uomo che, di fronte a una giornata difficile, si prende un altro bicchiere di vino per allontanare le preoccupazioni: l'idea sembra necessaria sul momento, ma alla fine rischia solo di complicare ulteriormente le cose.

Più ci troviamo a vivere una vita senza equilibri, più sembra che il destino ci presenti un menu con soltanto due opzioni: "tutto" o "niente". La nostra percezione degli eventi e del mondo, insieme alla nostra capacità di agire in modo adeguato, si restringe man mano che la nostra instabilità aumenta.

Oggi darei un consiglio al me giovane: "Caro me stesso, il segreto per vivere bene non sta nelle notti spericolate da rockstar, ma nell'arte di vivere la vita con l'equilibrio di un funambolo che avanza con calma sul sottile filo dell'esistenza."

L'esperienza mi ha insegnato che la chiave del successo e del benessere non è saltare da un'impresa audace all'altra, rischiando di cadere miseramente, ma piuttosto nel trovare la giusta dose di tutti gli ingredienti importanti nella vita per servire un piatto gustoso. Nessuno vuole mangiare una pietanza con eccessi di sale o zucchero, giusto? Lo stesso vale per la vita: occorre la giusta quantità di impegno, una buona dose di avventure e una spruzzata di pigrizia per creare la combinazione perfetta.

Troppo lavoro e poco svago possono portare allo stress e al burnout, mentre il contrario può causare mancanza di realizzazione e senso di inerzia. L'arte sta nell'integrare le responsabilità ai piaceri e alle passioni in un quadro completo e armonioso.

Nel circo della vita, ci troviamo tutti a esibirci come acrobati, destreggiandoci tra la frenesia e la monotonia, tra la ragione e la follia, tra il dovere e il desiderio, tra il perdono e la vendetta.

La sottile arte da apprendere è quella di bilanciarci senza cedere né all'uno né all'altro estremo, evitando di cadere nel vizio e nell'eccesso.

L'impegno richiesto è niente di meno che trasformarsi in abili equilibristi delle emozioni, delle ambizioni e delle azioni, cercando di non trasformare questa pratica in una fredda esibizione, bensì in un esercizio il più naturale possibile. La semplice suddivisione delle ore tra lavoro, svago e riposo non basta, poiché non esiste una formula perfetta che garantisce il recupero fisico e il benessere mentale. È fondamentale essere flessibili, ascoltare i segnali che ci indicano quando stiamo oltrepassando i limiti, evitando di forzare la mano.

In una competizione sportiva, il successo spesso si gioca sull'abilità di trovare un equilibrio strategico in molteplici aspetti del gioco. L'aggressività in attacco deve essere controbilanciata dalla solidità difensiva. La velocità e la forza, pur essendo cruciali, devono armonizzarsi con la tecnica e essere dosate con sapienza per resistere fino alla fine. È necessario equilibrio sia nella mente che nel corpo, nel mettere in atto la strategia senza soffocare l'istinto.

In questa fragile stabilità si cela non solo la chiave del successo sportivo, ma anche quella del successo nella vita.

Iniziamo quindi con piccoli passi, come il gatto che esplora con cautela il cornicione. Cerchiamo di evitare l'uso di parole taglienti in momenti di ira, sogniamo con i piedi che toccano terra e riflettiamo attentamente prima di prendere decisioni dalle conseguenze potenzialmente irreversibili.

La vita si presenta come una complicata esibizione di equilibrismo, dove per evitare la caduta è necessario trattenere con sé solo l'essenziale e lasciare cadere il superfluo.

Meno complicazioni, meno bagagli inutili, meno ansie superflue: questo facilita notevolmente il bilanciamento del carico.

Non aspiriamo a diventare gli equilibristi del circo dell'eccesso, con l'ardua impresa di tenere troppi piatti in aria; piuttosto, puntiamo a vivere una vita a misura d'uomo, equilibrata e felice.

Buona vita,
Firma Andrea Mangano

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