Lifestyle

Ti presento Andrea

Andrea Mangano

Ti racconto qualcosa di me, di come cerco di migliorare la mia vita e di cosa mi ha spinto ad evolvere il mio concetto di lavoro, ambizione e felicità. Questa è la parte più vera di me, quella più debole e più forte, quella che non leggerai sul mio curriculum.

La mia sfida

Mi chiamo Andrea e sono un appassionato programmatore ed aspirante imprenditore di successo. Nel corso degli anni ho collezionato più di un sano fallimento che mi ha reso più consapevole e maturo. Ogni apparente sconfitta è stata un'occasione per imparare qualcosa di nuovo, del mondo e di noi stessi. Ho imparato così tanto dagli errori che penso sia un bene continuare a commetterne.

Per carattere ho sempre abbracciato nuove sfide ed avventure. Oggi però inseguo un successo differente. Non ho intenzione di lanciare un nuovo business, né di sviluppare una nuova strabiliante applicazione: "semplicemente", sto provando a migliorare la mia vita a piccoli passi senza trascurare i miei impegni, le mie passioni e le persone a me care. Sto provando ad imparare nel mio piccolo qualcosa che nessuno può insegnare, qualcosa che alcuni chiamano l'"arte del vivere".

Web, programmazione e startup

La mia passione per il web e la programmazione é nata quando frequentavo il liceo. La coltivavo la sera, pasticciando i miei primi siti internet con il mio amico Luciano. Nel tempo, in maniera del tutto naturale, è diventata il mio ambito di studi universitari e il mio lavoro.

Ho creduto nelle potenzialità del web quando non era un luogo comune, quando le connessioni erano lente e costose e le pagine dei siti prevalentemente testuali.

Il mio team a Bank of Ireland's Accelerator Programme.

Nel 2011 la mia passione per il digitale ha incontrato il mondo delle startup: prima ho lavorato per una startup a Roma, poi ne ho lanciata una personale prima in Italia e poi in Irlanda. Sono stati anni molto intensi, emozionanti ed incerti, nei quali ho coltivato molte speranze e raccolto insegnamenti e delusioni.

Quando tutto è svanito ho sofferto terribilmente. Mi son sentito solo ed incompreso, privo di qualcosa di cui ero ormai palesemente dipendente. La mia droga era la passione sfrenata, mista ad ambizioni crescenti e all'ebbrezza della novità e del rischio. Negli anni mi aveva rapito, ossessionato e logorato.

Lavorare per passione, nel modo giusto

Quando la tua passione si converte nel tuo lavoro è fantastico, ma corri il rischio di limitarla, esasperarla o condizionarla. Perché una passione è libertà e spensieratezza, il lavoro no. Sbaglio?

La passione la coltivi quando ti va. La adatti alle tue abitudini, ai tuoi tempi. Ti rilassa e ti distrae da altri pensieri (lavoro compreso). È come un’amicizia vera.

Per evitare di odiare il mio lavoro che è anche una delle mie passioni, sto provando a farlo in modo diverso.

La flessibilità è uno dei rimedi per non trasformare il lavoro che ami, nel lavoro che odi. Il ché si traduce nella possibilità di lavorare con maggiore indipendenza, quando e dove ti pare.

Il lavoro non dovrebbe condizionare le tue scelte di vita, il posto dove vuoi vivere, la gente con cui vorresti stare, né compromettere il tuo benessere fisico e mentale.

La vana ricerca del di più

Per anni ho sognato di spezzare le catene quotidiane ed ottenere di più dalla vita come professionista e come uomo.
Mi son trasferito in diverse città in Italia e per un periodo in Irlanda, inseguendo il sogno di una vita straordinaria e spensierata.

Mi sono convinto che ciò di cui necessitavo vivesse in un paese diverso dal mio, che parlasse altre lingue e che fosse il bottino di una guerra ancora da vincere. Il "di più" era la voglia di riuscire dove altri avevano fallito o di riuscire meglio. Il di più era un’ossessione che si impadroniva ogni giorno di me.

Per la vana ricerca del di più, ho dedicato il mio tempo e le mie energie ed investito male i miei risparmi.

Ciò di cui avevo bisogno era molto più semplice e vicino: lavorare senza rinunciare alla mia vita, godermi la vita senza rinunciare al mio lavoro, avere più tempo per coltivare le mie passioni e per scoprirne di nuove. Ma purtroppo mi concentravo su ciò che non avevo mentre perdevo o trascuravo tutto ciò che era già mio.

Quando il lavoro ti stressa, ciò influenza negativamente la tua esistenza in ogni suo aspetto. Persegui obiettivi che non ti soddisfano a pieno e, cosa peggiore, non ti rendono felice. A mie spese, ho compreso che le ambizioni, il tempo e il denaro sono il peggior tipo di nemici: quelli che ti risparmiano la vita per renderti loro schiavo.

Fatto di sogni e passioni

Ad un certo punto della mia esistenza, ho pensato che un riscatto personale potesse rendermi davvero felice. Ho nutrito il desiderio di cambiare la mia vita, di stravolgerla per il gusto di renderla unica, più che ai miei occhi, a quelli degli altri.
Ho perseguito questa idea cimentandomi nel lavoro, giorno e notte, costruendo senza sosta il mio progetto imprenditoriale. Mi ero convinto che tutto nella mia vita dipendesse dal quel successo.

La mia passione per il digitale e il mondo dell'imprenditoria si era trasformata in qualcos'altro. Senza rendermene conto, ero diventato schiavo di un'idea, del tempo e del lavoro, di un desiderio che non trovava mai appagamento. Ho iniziato a confondere le ambizioni con i sogni, il lavoro con la vita stessa. Davo per scontato che ciò che stavo facendo era la cosa migliore che potessi fare, la cosa giusta.

Siamo fatti di sogni e di passioni. Quando lo dimentichiamo, tradiamo la nostra natura e, pian piano, moriamo.

Gli eventi e la conoscenza di alcune persone, mi hanno permesso di riflettere sulla mia vita e di innescare un cambiamento. Quello che agli occhi di molti era un passo indietro, è stato per me un enorme passo in avanti.
Non sono mai stato così vicino a me stesso quanto lo sono ora. Ho intrapreso una nuova strada ritrovando le mie passioni, i miei sogni e il sorriso.

Nato una seconda volta

Le cose cominciano a incastrarsi alla perfezione quando siamo concentrati su ciò che vogliamo.
—  Paulo Coelho

Intenzione, costanza e positività, portano sempre qualcosa. Potrai raggiungere la vetta se sei convinto di riuscire e pianifichi passo dopo passo la tua scalata.
Ho scelto di riprendermi la mia vita e di ricominciare. Ho costruito una prospettiva di vita diversa e felice coltivando un sogno che mi rispecchia. Ne ho fatto la mia fede e la mia quotidiana motivazione, il limite a cui tutto tendere.
Ho concepito diversamente il lavoro per farne un quotidiano piacere; ho ripreso a coltivare i rapporti con gli altri, ad apprezzare le persone semplici e a scoprire il vero me.

Oggi lavoro da remoto. Ho fatto ritorno nella mia isola e riabbracciato i miei cari. Trent'anni anni dopo, sono nato una seconda volta cosciente delle mie capacità, dei mie limiti e dei miei perché.
Ho comprato la casa sul mare che da piccolo sognavo e riallacciato il legame con la natura. Il mare è di nuovo la mia stanza dei giochi, l'amico che mi ascolta, il principale tema delle mie storie e la dimora dei miei pensieri.

Sono una persona più matura, forse. Di certo più consapevole di ciò che mi fa stare bene. Ho vissuto gli ultimi due anni intensamente come mai prima, raccogliendo ogni spunto per riflettere, ogni consiglio ed insegnamento.
Da oggi, eccomi qui a parlartene. Piacere, mi chiamo Andrea.

Successivo →

Coltiva un sogno se vuoi cambiare vita